
QUALE ACQUA BERE
Sull’acqua se ne possono sentire veramente di tutti i colori … troppi interessi condizionano questo semplice elemento e la corretta informazione.
Non arrendetevi ai luoghi comuni, perchè l’acqua è l’elemento primario per il vostro Benessere, quindi merita qualche approfondimento:
L’ACQUA DEL RUBINETTO è acqua di superficie o di falda che raccoglie inevitabilmente l’inquinamento si trova nell’aria e nel terreno che attraversa. Gli acquedotti per renderla sicura, aggiungono dei disinfettanti, quali il cloro, che risultano utili allo scopo ma che sarebbe meglio non ingerire.
Spesso capita d’imbattersi in affermazioni tipo “l’acqua è potabile quindi buona”. L’acqua potabile è sicura, ma questo non significa che possa definirsi buona o ideale per il consumo umano, basti pensare solo ad alcuni contaminanti, tipo i nitrati che nel corso degli anni hanno subito diversi “ritocchi” al loro limite.
Da 15 a 25 mg/lt., fino agli attuali 50. Questo significa che qualche anno fa un’acqua con 45 mg/lt era considerata assolutamente non potabile, oggi la stessa viene indicata come “buona”. Considerando che questa logica non ha riguardato solo i Nitrati, ma buona parte delle sostanze che possono essere presenti nell’acqua, l’esempio dell’Arsenico ha fatto clamore, si può facilmente capire che la potabilità abbia poco a che fare con i criteri di benessere dell’organismo, quanto con la possibilità di fornire acqua di qualità accettabile a buona parte della popolazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, al contrario fornisce i valori ottimali per la salute umana, infatti la differenza si percepisce immediatamente, i nitrati non deve eccedere i 5 mg/lt. e l’Arsenico deve essere assente !
Il problema maggiore, riguarda l’informazione perché si scopre che esiste un problema solo quando questo assume una rilevanza tale che non può più essere nascosto. Questo significa al lato pratico che normalmente subiamo il problema senza esserne informati, pochissimi i gestori che mettono a disposizione dei cittadini le analisi, la maggior parte si limita a decantare la qualità dell’acqua di rete evitando di fornire analisi dettagliate on line. Da tenere in considerazione al fine di una valutazione corretta che le analisi messe a disposizione non vengono effettuate al rubinetto di casa, quindi manca buona parte del tragitto che l’acqua deve percorrere, dove molto spesso trova ulteriori potenziali fonti di contaminazione.
L’acqua in bottiglia
L’acqua in bottiglia può avere svariate origini, indipendentemente dalle immagini di alta montagna e di purezza raffigurate in etichetta. Qui esistono differenze sostanziali, tra le più di 200 marche proposte, preferibili sempre le acque di montagna, normalmente più pure semplicemente perché percorrono meno “strada” e attraversano strati di terreno potenzialmente meno contaminati.
Anche in questo caso è consigliabile leggere attentamente l’etichetta, se dotati di buona vista e prediligere acque con bottiglia di vetro e residuo fisso inferiore a 50 mg/l. Ricordatevi che è importante utilizzare acqua di qualità per bere, così come per cucinare, già perché contrariamente a quello che molti pensano la bollitura non migliora le caratteristiche dell’acqua, ma le peggiora! Facendola bollire eliminerete solo eventuali cariche batteriche, peraltro già scongiurate dal cloro immesso dall’acquedotto, per il resto otterrete che l’acqua evapora mentre i contaminanti no, col risultato che dopo la bollitura li avrete concentrati. Facendo un’analisi dopo la bollitura, i valori raddoppiano o triplicano facilmente, a seconda di quanto l’avrete fatta bollire!

Ultima riflessione, pensate per un attimo al danno ambientale che una bottiglietta d’acqua produce, è una delle peggiori fonti d’inquinamento perché ci vogliono c.a. 400 anni perché il PET, ovvero la plastica che la compone, si disgreghi. Come se non bastasse vi è un’altra terribile fonte d’inquinamento rappresentata dai camion necessari a trasportare le materie prime, le bottiglie confezionate alla grande distribuzione, il rifiuto delle bottiglie utilizzate. Un vero scempio se si pensa che le bottiglie d’acqua percorrono mediamente in Italia 800 chilometri per arrivare a casa nostra e per finire in discarica, dove solo il 35% viene riciclato.

L’acqua purificata
Il mercato è invaso da centinaia di purificatori d’acqua, da caraffe filtranti e sistemi che vantano proprietà “magiche”, normalmente proposti attraverso venditori “porta a porta” a prezzi strabilianti. Anche qui è necessario prestare attenzione alla scelta, lasciando perdere le proprietà “miracolose”, la scelta deve ricadere su impianti professionali in grado di rimuovere dall’acqua tutti i potenziali contaminanti che potrebbero essere presenti o capitare nel corso del tempo, anche se per brevi periodi. Questo significa che non deve essere solamente un sistema in grado di risolvere delle problematiche conosciute, ad esempio il cloro e i nitrati, ma anche sostanze che potrebbero giungere a seguito di una contaminazione accidentale o intenzionale della falda acquifera. Un paio di anni fa, in un Comune vicino a Milano, all’improvviso vi fu una concentrazione di Trielina nell’acqua doppia rispetto al parametro di potabilità. La causa fu la rottura di alcune cisterne contenti il solvente che erano state sotterrate alcuni decenni prima. Provate a pensare per quanto tempo la popolazione ha bevuto e utilizzato quell’acqua per cucinare, prima che il problema fosse reso pubblico e poi ? Un anno per porre rimedio al problema …
Di questi tempi poi anche le forme di contaminazione intenzionale, riconducibili ad attentati terroristici tornano alla ribalta, quindi la scelta la scelta più adatta è quella di un sistema in grado di rimuovere dall’acqua qualsiasi forma di contaminazione, sia essa di natura:
Fate attenzione ai vari sistemi di trattamento dell’acqua che in molti casi agiscono solamente su una parte del problema, ad esempio: filtrazione rimuove solamente particelle in sospensione non disciolte addolcimento elimina solamente la durezza dell’acqua (calcare), molto utile per le tubazioni e gli elettrodomestici dell’intera abitazione, ma ininfluente per la parte alimentare.
- microfiltrazione agisce solamente sui contaminanti di natura chimica
- ultrafiltrazione agisce solamente sui batteri
- osmosi inversa agisce sulla salinità, riducendo il contenuto di minerali in eccesso, elimina metalli pesanti, contaminanti di natura chimica, virus e batteri
- alcalinizzatori aumentando il PH dell’acqua rendendola alcalina, i contaminanti non vengono rimossi
- lampade UV agiscono solamente sui batteri
Oggi i sistemi più evoluti abbinano più tipologie di trattamento al fine di fornire un’acqua purissima col giusto contenuto di sali minerali ed un PH leggermente alcalino.
Un purificatore d’acqua di questo genere deve inoltre fornire la quantità d’acqua necessaria a tutti gli usi alimentari: bere, cucinare, lavare frutta e verdura, ghiaccio, caffè, the, tisane, ecc. così facendo si ottiene un beneficio per il nostro organismo, un notevole risparmio economico, si riduce la fatica e si contribuisce a salvare l’ambiente da una delle forme d’inquinamento più folli.
Identificato il giusto purificatore, in grado di fornire acqua in quantità per tutti gli utlizzi, serve appoggiarsi a un’azienda in grado di fornire una corretta installazione oltre che un piano di manutenzione che consenta di garantire il corretto funzionamento nel tempo